La gente rimane inerte davanti ad episodi di bullismo? 

HO LETTO E RILETTO L’ARTICOLO DI GIULIA, AVREI VOLUTO ANCH’IO TROVARE PERSONE COME LEI CHE MI DIFENDESSERO NEI TANTI MOMENTI IN CUI SONO STATA OGGETTO DI BULLISMO,

INVECE MAI NESSUNO MI DIFESE, GUARDAVANO ALLORA COME ADESSO, SENZA INTERVENIRE.

ERANO I PRIMI ANNI SETTANTA, IO UN’ ADOLESCENTE  TIMIDISSIMA, UN GRUPPETTO DI RAGAZZI DEL MIO PAESE MI PRESE DI MIRA E NON SO ANCORA PERCHE’ .

FURONO ANNI TERRIBILI, L’UNICA ARMA CHE AVEVO ERA CERCARE DISPERATAMENTE DI EVITARE DI INCONTRARE QUEI BULLI CHE AGIVANO SEMPRE INSIEME…; FURONO  ANNI IN CUI MI CONVINSI DI NON VALERE NULLA.

PRIMA O POI L’INFERNO FINISCE  SI, MA COSA LASCIA DIETRO DI SE? L’ AUTOSTIMA A ZERO,  LA PAURA DI GUARDARE IN FACCIA LA GENTE, IL NON DIRE MAI DI NO A NESSUNO PERCHE’ VUOI IN QUALCHE MODO ESSERE ACCETTATA;  NELLA SCUOLA E NEL LAVORO DARE TUTTO ALL’ ENNESIMA POTENZA.

IL DATORE DI LAVORO DA TE PRETENDE SEMPRE DI PIU’ PERCHE’ NON TI TIRI MAI INDIETRO; ARRIVI ANCHE A LAVORARE PER DUE; SEI LA DIPENDENTE  PERFETTA, CHE SA FARE ANCHE QUELLO CHE NON LE COMPETE, PRECISA, PUNTUALE, PENSI SEMPRE DI NON FARE ABBASTANZA PER GLI ALTRI E TI VENGONO TERRIBILI SENSI DI COLPA  E NON TI RENDI CONTO CHE INVECE FAI SOLO PER GLI ALTRI E MAI NIENTE PER TE STESSA.

PASSANO GLI ANNI, CONFONDI IL VOLER ESSERE ACCETTATA CON IL SENSO DEL DOVERE, LA DEPRESSIONE TI PRENDE SEMPRE PIU’ SPESSO, MA NON VUOI CEDERE E NON VUOI FARTI AIUTARE , VUOI SEMPRE FAR DA SOLA, TI CURI DI NASCOSTO DAL MEDICO DI BASE, TI VERGOGNI DI QUESTI TERRIBILI MALESSERI FINO A QUANDO TOCCHI IL FONDO E PER AMORE DELLA TUA FAMIGLIA DECIDI DI FARTI AIUTARE.

INIZIANO LE CURE, STAVOLTA DA VALIDI SPECIALISTI, POI SEDUTE DALLO PSICOLOGO, LA PRESA DI COSCIENZA DI AVERE UN PROBLEMA E LE CAUSE DA CUI E’ SCATURITO,  L’INGRESSO NEI GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO.

QUI TROVI CONDIVISIONE, SCAMBIO DI ESPERIENZE, PROFONDE AMICIZIE CON PERSONE CHE TI CAPISCONO PERCHE’ LA DEPRESSIONE VA PROVATA PER CAPIRE FINO IN FONDO QUANTO MALE TI  FA STARE.

QUANTA SOFFERENZA SI POTEVA EVITARE; MIA MADRE  AVEVA PROVATO AD INTERVENIRE.  MA QUESTO AVEVA PEGGIORATO LA SITUAZIONE E GLI AGUZZINI ERANO DIVENTATI PIU’ ACCANITI.

QUANTE COSE AVREI VOLUTO FARE E A CUI HO RINUNCIATO PERCHE’ PENSAVO DI NON ESSERNE ALL’ALTEZZA.

CERCHIAMO DI AIUTARE QUESTI RAGAZZI, SON CONVINTA CHE UNO NON NASCE BULLO, DEVE ESSERCI QUALCOSA CHE SCATTA DENTRO DI LORO; GENITORI PARLATE CON I VOSTRI FIGLI, INSEGNANTI AFFRONTATE QUESTO PROBLEMA CON I VOSTRI ALUNNI.

IL BULLISMO  LASCIA DIETRO DI SE SOLO UNA IMMENSA DESOLAZIONE, CI DEVE ESSERE UN MODO PER PREVENIRLO.

SON GIA’ AVANTI NEL CAMMINO DELLA VITA, MA SOLO DA POCO HO RAGGIUNTO UN’AUTOSTIMA E UNA  SERENITA’ INTERIORE.

(lettera scritta alla Gazzetta di Mantova in riferimento al seguente articolo)

Inerti davanti al bullismo